sabato 23 febbraio 2013

Zero Dark Thirty

Kathryn Bigelow colpisce ancora.
Compatto, asciutto ed essenziale, né retorico né qualunquista. Credibile, se non vero.
Gran thriller come non se ne vedevano da tempo. E due ore e quaranta passano in un attimo.

sabato 16 febbraio 2013

The Impossible

Visione di ripiego dopo aver trovato incredibile coda per Zero Dark Thirty.

Bella sorpresa. Un film palesemente non americano, nella messa in scena sobria come nella sceneggiatura senza fronzoli né morale familista. Niente retorica insistita alla "siamo nelle mani di Dio".

Commovente a tratti e genuinamente angosciante in altri. Ottima prova degli attori protagonisti. Perde un po' di ritmo nel quarto d'ora finale, peccato.

domenica 10 febbraio 2013

Looper

Quando si pasticcia con i viaggi nel tempo, raramente si riesce a mantenere la coerenza per più di 10 minuti. Di solito si finisce per sconfinare nel paradosso o nel ridicolo. A meno che non sei James Cameron o Terry Gilliam. L'unica speranza è cercare di fare le cose semplici semplici. Poteva scegliere questa via il giovane regista/sceneggiatore.

Invece con gran pienezza di sé e supremo sprezzo del ridicolo, si complica la vita da solo e scopiazza a destra e manca infilandoci dentro, perdipiù, anche delle supreme fesserie. Il bambino-Akira nun se po guardà, via.

Attori poco in parte. Bruce Willis particolarmente bolso. Comunque, poco potevano fare per evitare il disastro.

venerdì 1 febbraio 2013

Total Recall [2012]

Pedissequo remake che elimina tutte le idee originali e sceglie sempre le soluzioni più facili. Una colorata visione cyberpunk non priva di una certa coerenza immaginifica. Simpatiche le citazioni, o omaggi come si dice oggigiorno, al modello originale. Si fanno apprezzare le grazie di Jessica Biehl e Kate Beckinsale.

Certo Veroheven e Schwarzenegger erano un'altra cosa.

Flight

Primo bel film del 2013, finalmente.
Incredibile Denzel Washington, sempre di una statura pazzesca. Salda la regia di Zemeckis che si conferma fra i più multiformi e indipendenti registi di Hollywood, capace di sfornare blockbuster da milioni di dollari e piccole produzioni autoriali come questa.
Qualche sbrodolone retorico di troppo sul finale, ma resta il sospetto che sia voluto non tanto per offrire una morale consolatoria al pubblico becero americano, quanto per portarli per il naso, dopo che per l'intera pellicola si sono identificati con un personaggio estremamente negativo.