Quando si pasticcia con i viaggi nel tempo, raramente si riesce a mantenere la coerenza per più di 10 minuti. Di solito si finisce per sconfinare nel paradosso o nel ridicolo. A meno che non sei James Cameron o Terry Gilliam. L'unica speranza è cercare di fare le cose semplici semplici. Poteva scegliere questa via il giovane regista/sceneggiatore.
Invece con gran pienezza di sé e supremo sprezzo del ridicolo, si complica la vita da solo e scopiazza a destra e manca infilandoci dentro, perdipiù, anche delle supreme fesserie. Il bambino-Akira nun se po guardà, via.
Attori poco in parte. Bruce Willis particolarmente bolso. Comunque, poco potevano fare per evitare il disastro.
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