domenica 3 marzo 2013

Safe House

Sbrang screech wroom. Blam blam rat-tat-tat. Ugh! Sock thud skiaf. Blah blah blah.

Ma si potranno, al giorno d'oggi, produrre ancora robe del genere? Con i super agenti CIA operativi e i capi corrotti, le schermate dei computer con le facce che scorrono velocissime (e quella che cerchi è sempre l'ultima - che, a ben guardare, basterebbe iniziare a scorrerle dal fondo) e le location pseudo esotiche? E i microchip. Ebbene sì. I microchip con i file super-segreti degli agenti corrotti.
Dai, su.

Denzel Washington cerca di dare un minimo di diginità al suo personaggio, ma potrebbe anche sceglierseli meglio, i film. Ryan Reynolds è espressivo come un semaforo spento.

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